The-Bridge-For-Hope

L’associazione e progetto The Bridge For Hope nasce dall’unione dell’esperienza ormai decennale di Serena Panzeri nel supporto del Dempsey Center e dell’esperienza di Caterina Pettinato (formatrice, Coach laureata in Psicologia) nel campo del volontariato in ambito oncologico.
L’evento del 2015 #SaveDerekCon (evento autorizzato dal Dempsey Center) ha sugellato questa partnership dando avvio all’associazione e al progetto che avrà come obiettivo finale non solo quello di supportare direttamente il Dempsey Center ma anche quello di aprire una struttura omologa in Italia.

Arm Candy è un bellissimo modo per mostrare sostegno al “Patrick Dempsey Center for Cancer Hope&Healing”.
E’ un bracciale in seta creato da Katy Hogshire Romano.
Incoraggiata dal suo amico Joe Foster, co-fondatore di Dempsey Racing, Katy ha iniziato a raccogliere fondi per questa grande causa.
Dopo aver combattuto per trovare un’idea su come raccogliere di più, è nato Arm Candy.
Katy è stata ispirata da un braccialetto preghiera tibetano che aveva acquistato anni addietro durante un viaggio oltre oceano mentre lavorava per il comparto della moda.
Voleva che Arm Candy avesse elementi di stile sia femminile che maschile così che entrambi i sessi amassero indossarlo.
Ha aggiunto i bulloni per simboleggiare l’amore di Patrick per le corse automobilistiche e il ciclismo.
A Katy è stata diagnosticato un cancro al colon nell’aprile 2013. Ironicamente, in ognuno dei cinque anni precedenti, aveva partecipato alla Dempsey Challenge come organizzatrice di raccolta fondi.
Questo non ha fatto altro che amplificare il suo impegno.
Onorate coloro che avete perso o quelli che oggi convivono con il cancro oppure, semplicemente, date un po’ di brio al vostro braccio.
Ogni euro (dollaro) donato va al PDCC.
Un grazie speciale ai nostri partner!

Arm-Candy-Italy

Il Patrick Dempsey Center For Cancer Hope&Healing

Scopri di più sul centro

Mission

L’idea di creare e gestire un centro di sostegno alle persone in cura per malattie oncologiche ed ai familiari impegnati nel sostegno a queste persone pensando alla realtà Americana, è nata dopo aver vissuto in prima persona come Caregivers i servizi del Centro.
I risultati che queste attività hanno sulle persone sono veramente impattanti nella qualità della vita, sia per chi sta seguendo un percorsi di guarigione, sia per chi sta sostenendo. E, infine, in quanto avendo perso persone care a causa del cancro, sappiamo quanto è importante il sostegno con metodi integrativi per le persone che stanno combattendo la loro lotta e non solo.
Il cancro non colpisce solo chi ne è malato, ma anche il relativo nucleo familiare, la cerchia degli amici e degli affetti più stretti.
Diventa difficile gestire le emozioni e le informazioni, non chiudersi in se stessi. Il cancro isola dagli altri e porta ad uno stato di solitudine. Fornire assistenza, supporto, educazione, ricreazione sarà l’obiettivo primario di questo progetto. Il centro sarà dedicato all’integrazione delle cure mediche con attività importanti comunque per la persona e utili al benessere personale durante questo percorso difficile.
L’obiettivo è quello di mettere l’individuo al centro dell’attenzione, non la malattia.
È un progetto cha abbraccia tutte le fasi attraversate dall’individuo: la diagnosi, la malattia, le terapie, la guarigione e il post malattia.
Le attività del centro a regime svarieranno dallo yoga ai massaggi, al Reiki, tai chi, meditazione, al supporto di coaching, assistenza psicologica, gruppi di meditazione, attività ricreative, corsi di alimentazione e nutrizione, workshops su temi sensibili, orientamento del paziente, programmi specifici perbambini e ragazzi, campus ricreativi e quanto più sarà possibile mettere a disposizione, in maniera gratuita per l’utente finale, in funzione delle risorse disponibili.
L’obiettivo è ricreare in Italia un centro analogo a quello esistente negli Stati Uniti.

Cosa faremo

La creazione del Centro è importante ma è il passo finale del progetto che si potrà realizzare solamente al termine di diverse raccolte fondi e adesioni che partono da questo momento.
Le iniziative che intendiamo porre in essere per raggiungere il nostro progetto sono svariate ed hanno tutte un unico denominatore che è la raccolta di fondi finalizzata al sostegno del progetto “The Bridge for Hope” oltre al sostegno al PDCC.
L’idea è quella proporre diverse iniziative legate allo sport e al vivere sano come esempio e stimolo per le persone che si avvicinano al centro.
Un’idea che vorremmo percorrere è quella di coinvolgere in maniera attiva i giovani attraverso strumenti che abbiamo visto funzionare in America.
Positive Tracks è una Fondazione che premia i gruppi di giovani più attivi nelle raccolte fondi raddoppiando gli importi raccolti in occasione di eventi di natura sportiva, stimolando quindi i giovani ad essere partecipi della vita sociale e avvicinandoli e sensibilizzandoli alla problematica cancro.
Inoltre approfitteremo delle idee che verranno proposte dal team di lavoro che mano a mano diventerà sempre più grande ed importante.
Durante il percorso di raccolta fondi identificheremo una sede per il centro, vicina ad un istituto di cura oncologica, ove svolgere le attività di cui sopra, creeremo un team di lavoro composto da professionisti retribuiti e volontari e inizieremo tutte le attività burocratiche connesse con la gestione del centro.
Sono già in corso colloqui con strutture sanitarie per capire la disponibilità ad abbracciare il nostro progetto.
Una condizione fondamentale è infatti la reciproca fiducia e collaborazione.
Il nostro progetto non sostituisce le terapie e i servizi offerti dalle strutture sanitarie, ma va ad affiancarsi a esso, offrendo ai malati e alle loro famiglie uno spazio di condivisione, decompressione e cura della propria persona.

Coinvolgere i giovani

coinvolgere-giovaniCoinvolgere i giovani in questo progetto è una delle sfide più grandi e più entusiasmanti.
Purtroppo in moltissimi, seppur in giovane età, hanno avuto e stanno avendo a che fare con il cancro. In modo diretto, oppure perché ne è stato colpito un familiare, un amico.
Portare in Italia il modello proposto da Positive Tracks significa valorizzare lo sport e tutte le manifestazioni improntate su di esso.
Organizzare eventi di natura sportiva, proporre lo sport come aggregazione e motore della raccolta fondi, accendere il senso di appartenenza, di agonismo ma legato a scopi benefici: sudare e fare attività per fare del bene, essere coinvolti.
In questo progetto le risorse raccolte dai ragazzi sotto una certa età (negli Usa anni 23) vengono raddoppiate da un fondo creato appositamente o da uno sponsor.
I ragazzi potranno raccogliere fondi in modi a loro più congeniali: chiedendo aiuto a parenti ed amici, promuovendo mercatini e vendite di prodotti da loro creati, andando porta a porta.
Anche la semplice iscrizione a un evento benefico promosso da “The Bridge for Hope” costituirà raccolta “raddoppiabile”. Sostanzialmente, i ragazzi suderanno per dare il loro contributo alla causa e il nostro sponsor valorizzerà questo sforzo contribuendo in maniera equivalente.
Flash mob, fitness, camminate, corse, biciclettate: quanto sarebbe bello avere ragazzi che fanno sport per aiutare gli altri?
É un’idea semplice ma geniale che permette ai giovani, spesso con dei limiti nelle risorse spendibili, di dare un contributo impareggiabile nel nostro progetto. Non serve che donino il loro denaro, potranno donare la loro energia fisica, il loro sudore, il loro talento sportivo, la loro freschezza.
Il nostro sponsor penserà al resto.
Il fondo sarà erogato esclusivamente per pareggiare quanto raccolto dai giovani.
É una cifra subordinata alla nostra capacità di attivare un meccanismo virtuoso.
Ogni ragazzo sotto la soglia di età limite dovrà segnalare la sua presenza e registrarsi agli eventi secondo procedure caratterizzate dalla massima trasparenza.
In questo modo sarà facile tracciare il denaro proveniente dai ragazzi e attivare il meccanismo virtuoso.
É un progetto nel progetto, ma negli Stati Uniti è stato la chiave di svolta.

La raccolta fondi

La raccolta fondi negli Stati Uniti si basa su due cardini fondamentali: la trasparenza e l’incentivo ad impegnarsi .
Il desiderio è quello di riproporre questo sistema.
La trasparenza verrà garantita dalla formazione di un portale dove ciascuno avrà il proprio accesso e potrà raccogliere le donazioni in suo nome. In questo caso il denaro confluirà direttamente a “The Bridge for Hope” in nome del partecipante / donatore .
Questo permetterà anche di istituire un programma di incentivi: semplici riconoscimenti che premieranno tutti coloro che si distinguono nella raccolta .
Una sfida e un meccanismo che possono moltiplicare gli sforzi e i benefici ottenuti.

Utilizzo di tecniche ipnotiche ericksoniane e meditazione come integrazione delle cure standard

I pazienti affetti da cancro hanno una serie di necessità psicologiche e mediche che possono essere gestite per mezzo dell’ipnosi. Il cancro e le malattie croniche hanno solitamente un impatto negativo sull’autostima e sulla fiducia in se stessi.
Per questo motivo tutte le tecniche integrative di supporto per la persona malata può essere di aiuto. Inoltre l’uso dell’autoipnosi per controllare i sintomi dà al paziente un senso di padronanza e di controllo, e vissuti di speranza.

Sintomi che possono essere gestiti con tecniche di visualizzazione ericksoniana

  • dolore;
  • sintomi collaterali prodotti dalla chemioterapia;
  • ansia;
  • sistema immunitario.

Benché in questo campo i risultati siano ancora pochi alcuni riportano risultati positivi con l’uso di tecniche di visualizzazione che stimolano la funzione del sistema immunitario (Rossi 1986, Simonton 1978).

In risposta alla necessità di certi pazienti e delle loro famiglia è stata sviluppata una tecnica utile per coloro che devono affrontare la morte imminente e per coloro che manifestano grande ansietà riguardo alla morte. Questa tecnica è stata trovata efficace nel correggere l’ansia e nel correggere aspettative errate riguardo all’esperienza della morte e degli effetti della morte sui pazienti e sulla loro famiglia.

Le tecniche immaginative hanno lo scopo di “stimolare”il sistema immunitario: queste tecniche, praticate peraltro in uno stadio molto precoce della malattia, tendono invece a modificare il sistema immunitario del paziente.

Senza attribuire a queste tecniche di visualizzazione possibilità irrealistiche in questo campo, dobbiamo tuttavia realisticamente ammettere che la visualizzazione è un utilissimo strumento per aumentare la fiducia in se stesso del paziente, aiutarlo ad affrontare e lottare contro la malattia, farlo sentire supportato continuamente – non ultimo, importante è l’effetto di sollievo vero eventuali effetti collaterali della necessaria terapia.

Le visualizzazioni possono aumentare la sopravvivenza del malato di cancro

Il gruppo di Spiegel ha fatto uso della psicoterapia e dell’ipnosi per trattare vari pazienti cancerosi con metastasi, e 10 anni più tardi (controllando le statistiche di mortalità con l’aspettativa di poter dimostrare scientificamente la presunta inutilità dell’ipnosi) è stato trovato con grande sorpresa che con questo supporto i malati sono sopravvissuti mediamente 36.6 mesi, contro i soli 18.9 mesi dei controlli. A distanza di soli 4 anni dall’esperimento tutti i controlli erano già deceduti, mentre 1/3 dei casi era ancora in vita (Lancet,1989, Oct 14, 2, 888-891).

Ma l’ipnosi ha dimostrato ancora meglio il proprio valore in uno studio successivo (anch’esso randomizzato, ben controllato, e condotto secondo i criteri di correttezza metodologica). Questo lavoro viene dal gruppo di Ratcliffe (Psycho-Oncology, 1995, 4, 39-45) che ha utilizzato le tecniche di rilassamento con o senza ipnoterapia su pazienti con malattia di Hodgkin o con linfoma non-Hodgkin. Dopo la diagnosi iniziale sono stati ottenuti i dati di sopravvivenza a distanza di 5 anni e di 13 anni (Psycho-Oncology, 2000, 9, 355-356). Dopo 13 anni erano deceduti 35 pazienti su 63. In media i controlli erano sopravvissuti 93.8 mesi, ma coloro che avevano ricevuto la sola terapia di rilassamento sono sopravvissuti in media 104.5 mesi, e chi ha ricevuto anchel’ipnosi è sopravvissuto ben 125.8 mesi (cioè quasi 3 anni in più). Quindi l’ipnosi ha prodotto risultati evidenti.

L’ipnosi oncologica è utile e altamente raccomandabile

Sempre più pazienti malati di cancro utilizzano gli approcci non convenzionali per combattere con ogni mezzo possibile la loro malattia, in modo da alleviare i sintomi e migliorare la qualità di vita. Le terapie alternative sono tipicamente invasive e biologicamente attive (alte dosi di vitamina C, regime Di Bella, laetrile, terapia metabolica), ma si sono rivelate di efficacia incerta o nulla.

Al contrario, diversi trial randomizzati hanno dimostrato che si ottiene un beneficio reale e concreto quando si usano certe terapie complementari: infatti l’ipnosi è sicuramente utile contro il dolore e la nausea da cancro; il relax, la musica, e i massaggi sono ansiolitici naturali; e l’agopuntura è un buon ausilio come antiemetico. Il valore di questi approcci è tale che molti centri oncologici si stanno attrezzando per fornire anche questo tipo di servizi complementari, in modo da poter offrire una terapia globale più soddisfacente e completa (Lancet Oncol, 2001).

In uno studio condotto su donne in terapia oncologica per il cancro al seno è stato trovato che persino la semplice immaginazione guidata (ipnosi leggera) può ridurre la depressione e aumentare il numero di linfociti natural killer del sistema immunitario, sebbene l’effetto sia poco stabile e quindi vada rinforzato nel tempo. Gli autori concludono dando un parere favorevole per l’utilizzo di questa semplice tecnica come terapia coadiuvante (J Psychosom Res, 2002).

In aggiunta, in uno studio controllato (su donne con cancro al seno), è stato trovato che anche il relax ipnotico (tipo la meditazione o il training autogeno) è una potente terapia di self-help (auto-aiuto) (Eur J Oncol Nurs, 2004).

In oncologia pediatrica è assai conveniente ricorrere anche a dei mezzi complementari, tra i quali l’ipnosi, per ridurre nausea e vomito da chemioterapia (Paediatr Drugs, 2003).

Ormai ci sono evidenze più che sufficienti per avviare degli studi (controllati e su larga scala) sull’impiego dell’ipnosi per alleviare il dolore e lo stress nei bambini malati (J Dev Behav Pediatr, 2004).

In Asia l’uso delle terapie complementari e alternative è molto diffuso tra i pazienti oncologici (probabilmente perché non si vuole lasciare nulla di intentato). La revisione della letteratura scientifica e dei trial controllati fornisce evidenza dell’utilità dell’ipnosi per il dolore da cancro e la nausea (Asian Pac J Cancer Prev, 2004).

Anzi, a questo proposito, in caso di dolori, emesi, e vomito intrattabili, l’impiego dell’ipnosi ericksoniana (impostata sulla trasformazione ipnotica della percezione di incurabilità invece che sulla rimozione diretta dei sintomi) ha reso i pazienti responsivi alla gestione medica dei sintomi fisici, che sono ritornati gestibili clinicamente (Am J Clin Hypn, 2004).

L’ipnosi è altresì molto vantaggiosa nelle donne sopravvissute al carcinoma mammario. Infatti, solitamente per ridurre l’intensità e la frequenza delle vampate di calore si usa una terapia ormonale, che è valida anche per le donne in menopausa. Tuttavia, dato che questo intervento farmacologico aumenta il rischio oncologico, oggi si stanno cercando valide alternative. Ebbene, l’ipnosi è in grado non solo di ridurre l’intensità e la frequenza delle vampate dicalore, ma anche di migliorare il sonno e la tranquillità. Attualmente il NIH (National Institute of Health) sta conducendo un trial randomizzato controllato proprio su questo argomento (Am J Clin Hypn, 2004).

In moltissimi casi le terapie convenzionali sono insufficienti nel sollievo sintomatico, per cui i supporti palliativi sono altamente desiderabili.

L’ipnoterapia può ridurre l’ansia e lo stress, oltre che la nausea e il dolore (J Support Oncol, 2004).

La PET e la MRI dimostrano che l’ipnosi è efficace e utile in pediatria oncologica per il controllo del dolore (Int J Clin Exp Hypn, 2005).

Chi è scettico sull’ipnosi farà meglio a ricredersi. Uno studio riporta che i pazienti sottoposti a radioterapia antitumorale non avrebbero ottenuto alcun miglioramento significativo dall’ipnosi (in base alle statistiche e ai test di ansietà e di qualità di vita), ma il resoconto personale di quei pazienti è stato notevolmente diverso, in quanto loro hanno riferito un notevole miglioramento postipnotico del senso di benessere e dello stato mentale. Qui abbiamo di fronte un contrasto imbarazzante tra quello che dicono i calcoli numerici e quello che invece affermano le persone direttamente coinvolte nella sofferenza (Int J Radiat Oncol Biol Phys, 2005).

L’ipnosi è benefica per alleviare l’anoressia e la fatica del paziente oncologico (Gan To Kagaku Ryoho, 2005).

La medicina comincia ad interessarsi fortemente a una valutazione seria dell’ipnosi nell’alleviamento dei sintomi in oncologia (Palliat Med, 2005).

Yoga della risata

Lo Yoga della Risata è una delle metodologie di Laughter Therapy più utilizzata. Si basa sul fatto scientifico per cui il corpo non distingue tra una risata indotta e una risata autentica. Si ottengono gli stessi benefici fisiologici e psicologici.
Le ricerche cliniche condotte a Bangalore, in India, e negli Stati Uniti hanno dimostrato che ridere abbassa i livelli degli ormoni dello stress (epinefrina, cortisolo, ecc) nel sangue.

 

I  Benefici dello Yoga della Risata

Umore positivo: la risata permette il rilascio di Endorfine e serotonina nel corpo. Questi due neuro trasmettitori sono i responsabili del buon umore. Inoltre la risata diminuisce il livello di cortisolo, ormone tipico dello stress.
Esercizio naturale contro il distress: lo Yoga della Risata è come una ginnastica. Ridere vuol dire respirare. respirando meglio si ossigena di più il cuore, questo viene percepito al livello corporeo come una maggior rilassatezza.
Sistema immunitario più forte: lo Yoga della Risata riducendo lo stress rinforza il sistema immunitario.
Qualità della vita: La risata è come un’onda di energia che non solo può contagiare la tua vita ma anche quella degli altri, grazie all’azione dei Neuroni Specchio.Yoga della risata e cancro

Il cancro può essere una malattia mortale. Inutile dire che avere una diagnosi di cancro comporta una reazione collegata allo stress. Lo stress provoca rilascio di ormoni, come il cortisone, non benefici per il corpo. Inoltre il rilascio di sostanze tossiche per la nostra mente, provoca di conseguenza una reazione a catena nella mente. Pensieri brutti e stressanti provocano a loro volta rilascio di sostanze non utili all’organismo della persona.
Un approccio legato alla Laughter Therapy come lo Yoga della Risata è un approccio non razionale e facile da mettere in atto. I pazienti si ritrovano spesso in una situazione di confusione mentale, soprattutto in una prima fase. La risata incondizionata è una tecnica semplice e che non necessita del pensiero. É semplicemente un esercizio fisico.
La risata aiuta a gestire stress e paura. La risata profonda induce il cervello a rilasciare sostanze chimiche in grado di ridurre lo stress in pochi minuti. È tipico misurare una riduzione dello stress del 70% dopo solo 10 minuti di esercizi.

La risata può aiutare la gestione del dolore. La risata favorisce il rilascio di endorfine, un tipo di morfina naturale. Una tipica sessione di Yoga della Risata, in alcuni casi, può portare fino a due ore di sollievo dal dolore senza bisogno di farmaci, rendendo così più facile per i pazienti il controllo delle abilità mentali.

La risata fa respirare il nostro corpo. Dieci minuti di risate ossigenano il corpo e soprattutto il cuore. La ricerca sul cancro mostra una forte relazione tra la presenza di ossigeno nelle cellule e lo sviluppo del cancro. Il premio Nobel, Dr Otto Warburg, ha mostrato la forte connessione dell’ossigeno nelle cellule. Ci si ammala a causa della mancanza di ossigeno nelle nostre cellule.

Lo Yoga della Risata combina la risata con le tecniche di respirazione yoga per addestrare il diaframma e i muscoli addominali a respirare a fondo. Ossigenando meglio il corpo si riduce la possibilità di ammalarsi.

Ridere rinforza il sistema immunitario.

Studi medici nel mondo hanno mostrato che dieci minuti di risate hanno un effetto istantaneo e possono  rinforzare il sistema immunitario. La risata, come esercizio fisico,  porta cambiamenti fisiologici e biochimici senza coinvolgimento della mente. Per la maggior parte della gente è molto più facile ridere a partire dal corpo, ottenendo gli stessi benefici che si avrebbero partendo dalla mente.

Non c’è dubbio che la pratica regolare dello Yoga della Risata abbia una forte influenza sullo sviluppo del cancro e, soprattutto, nella prevenzione. Lo Yoga della Risata può aiutare i pazienti oncologici in molti modi e dovrebbe combinarsi con altre terapie per migliorare la qualità della vita.

Negli ultimi 11 anni, molti pazienti oncologici hanno praticato Yoga della Risata. Questa tecnica li ha aiutati a eliminare la depressione e a creare uno stato mentale positivo, migliorando la qualità della vita. Molte di queste persone combattono il cancro, e alcuni credono che lo Yoga della Risata abbia giocato un ruolo importante nel loro successo.

Fonte: laughteryoga.org

Dove e con chi si svolgeranno le sessioni di Yoga della Risata

Le sessioni di Yoga della Risata verranno svolte sia direttamente in reparto in apposite aree, sia nella sede dell’associazione The Bridge For Hope quando pronta.

Una sessione dura circa 45 minuti e sarà tenuta solo da un Leader di Yoga della Risata appositamente certificato.

Estetica Oncologica

Il progetto è ospitato da 33 ospedali in tutta Italia e, ad oggi, vi hanno partecipato più di 4.650 donne. Le estetiste e le truccatrici che tengono i corsi sono tutte volontarie. “Un momento di svago e leggerezza che dà grande sostegno psicologico alle ammalate”
L’iniziativa è rivolta alle donne malate di tumore e, attraverso un corso di trucco gratuito, offre idee e consigli su come fronteggiare gli effetti secondari della terapia oncologica, senza dimenticare la femminilità e la cura di sé.
Questo è un momento di svago e leggerezza, non un’occasione per parlare della malattia. Non è assolutamente sostitutivo della terapia medica o psicologica.
La seduta di make up è dunque un tentativo di recupero della positività. “È importante “normalizzare” la malattia, continuare a valorizzarsi anche quando l’aspetto fisico sembra l’ultimo dei problemi La cura del corpo.

Attività di raccolta fondi

La raccolta fondi negli Stati Uniti si basa su due cardini fondamentali: la trasparenza e l’incentivo ad impegnarsi.

Il desiderio è quello di riproporre questo sistema.

La trasparenza verrà garantita dalla formazione di un portale dove ciascuno avrà il proprio accesso e potrà raccogliere le donazioni in suo nome. In questo caso il denaro confluirà direttamente a “The Bridge for Hope” in nome del partecipante / donatore.

Questo permetterà anche di istituire un programma di incentivi: semplici riconoscimenti che premieranno tutti coloro che si distinguono nella raccolta.

Una sfida e un meccanismo che possono moltiplicare gli sforzi e i benefici ottenuti.

Cosa faremo per raccogliere fondi

La creazione del Centro è importante ma è il passo finale del progetto che si potrà realizzare solamente al termine di diverse raccolte fondi ed adesioni che partono da questo momento.

Le iniziative che intendiamo porre in essere per raggiungere il nostro progetto sono svariate ed hanno tutte un unico denominatore che è la raccolta di fondi finalizzata al sostegno del progetto “The Bridge for Hope” oltre al sostegno al PDCC.

L’idea è quella proporre diverse iniziative. Queste iniziative saranno legate allo sport e al vivere sano come esempio e stimolo per le persone che si avvicinano al centro; saranno legate alla crescita personale attraverso la promozione di corsi tenuti da persone specializzate in ambito psicologico e Coaching. Tutte queste attività vedranno il coinvolgimento di adulti e ragazzi.

Eventi Sportivi

Saranno organizzati eventi sportivi che avranno come fine la raccolta fondi passando attraverso l’esempio del benessere psicofisico data ad uno stile di vita sano. Ci sarà un evento sportivo principale che sarà ispirato alla Dempsey Challenge, manifestazione di chiusura di raccolta fondi annuale del PDCC, che vede ogni anno più di 4000 persone.

Durante la giornata ci sarà un momento sportivo dove tutti potranno partecipare e un momento di meeting a porte chiuse dove verrà presentato il progetto e le attività che stiamo facendo.

Corsi Esperienziali

Vari professionisti tra psicologi e Coach metteranno a disposizione le loro competenze in serate a tema di crescita personale atte a sensibilizzare su alcuni argomenti.

Attività Varie

Attività varie che saranno definite in itinere in base anche alle proposte di sponsor e persone che sosterranno il progetto. Attività che comunque avranno sempre l’obiettivo non solo di raccolta fondi, ma anche di sensibilizzazione all’aiuto verso se stessi e verso il prossimo.

Che sponsor cerchiamo

Gli sponsor che stiamo cercando sono, per la verità, dei partner che vorranno credere con noi nel fatto che è possibile aiutare le persone affette o che indirettamente subiscono gli effetti del cancro con un sostegno fatto di attività integrative e ricreative necessarie a migliorare la qualità della vita nel momento difficile che stanno vivendo.

Il sostegno economico che stiamo cercando è di lunga gettata e non limitato ai singoli eventi promozionali e di raccolta fondi che stiamo impostando.

Il Business Plan che andremo a presentare parla di affitto di locali, attrezzature minime, stipendi o compensi ai professionisti impegnati quindi sicuramente un impegno importante da sostenere.

Per la nostra Challenge cerchiamo sponsor tecnici che ci supportino nell’organizzazione dell’evento, sponsor logistici che offrano i propri servizi a favore dei partecipanti, e tutto quanto possa servire per una giornata di festa sportiva!

Le promotrici del progetto

Serena PanzeriSerena Panzeri

Nata a Trescore (BG) il 31/05/1977 , coniugata con due bimbi di 6 e 5 anni.
Ho conseguito la maturità linguistica nel 1996 e laurea in Economia e Commercio nel 2001.
Ho svolto praticantato per esercizio della professione di dottoressa commercialista per tre anni e conseguito l’abilitazione nel 2006.
Da allora lavoro nell’azienda di famiglia, leader italiano nella produzione di ausiliari chimici.
Ho sempre avuto una grande propensione all’internazionalizzazione e conoscere culture e realtà diverse dalla nostra.
Ho trascorso molto tempo all’estero presso famiglie conosciute per apprendere usi e costumi di altri paesi europei.
Parlo correttamente inglese e francese.
Dopo la scomparsa di mio padre, partecipo attivamente alla gestione della fondazione da lui creata, un centro diurno per anziani che accoglie anche 18 ospiti a lunga permanenza.
Sono grande appassionata di sport, amo viaggiare e ho molti amici sparsi negli angoli più strani del pianeta.
Mantengo l’amore per la filosofia e la storia dell’arte coltivati fin dai tempi della scuola.
Credo nell’entusiasmo e nella buona fede delle persone, nel fatto che insieme si possano raggiungere traguardi preclusi all’individuo: questo è il più grande insegnamento che ho portato a casa dal Maine.
Unitamente al fatto che qualsiasi persona abbia un pubblico, per motivi artistici, sportivi o connessi a qualsiasi talento, abbia il potere e il dovere di trasmettere un messaggio costruttivo e di impegnarsi in una causa che possa portare un miglioramento alla vita di molti.

Caterina-PettinatoCaterina Pettinato

Nata a Parma il 28/10/1979 mamma di Richard di 12 mesi

Istruzione

  • 1992 – 1997 Maturità Linguistica presso Liceo “G.Marconi” di Parma
  • 1998 – 2004 Dottoressa in Psicologia Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni Università di Parma
  • 2010: Master in Coaching presso EKIS srl conseguendo le seguenti certificazioni:
    – Personal Coach
    – Personal Coach Ekis
  • Certificazione Internazionale di Practitioner di PNL (John La Valle e Richard Bandler)
  • Certificazione Internazionale di Master Practitioner (John la Valle e Richard Bandler)
  • Certificazione Internazionale di Master Advanced Master Practitioner (Jonhn la Valle e Richard Bandler)
  • NLP Coach (John la Valle e Richard Bandler)
  • Certificazione Internazionale NLP Trainer Training (Trainer abilitata a rilasciare certificazioni internazionali di PNL Practitioner e Master Practitioner)

Esperienze significative

Dal 2007 ho iniziato a svolgere a tempo pieno l’attività di Mental Coach in proprio. Esperienza sia in Italia che all’Estero.
In questi ultimi anni ho dedicato tuta la mia attenzione a come poter applicare la PNL in ambito medico.
Da questo mio interesse sono nati i programmi: Magramente (aiutare le persona con problemi di peso a usare la testa per dimagrire) e Partorire Serenamente (gestione del dolore durante il parto).
Questi due programmi si sono sviluppati in contemporanea al mio interesse nel seguire persone con disturbi d’ansia, paure, dipendenze e problemi riabilitativi di vario genere, con l’affiancamento costante di una psicoterapeuta.
Grazie alla collaborazione con alcune società ho avuto modo di seguire vari corsi in aula fatti con le ASL di Reggio Emilia, legati alla comunicazione medico paziente.
I miei client attuali legati all’ambito medico sono privati. Nel mio approccio con questo tipo di clientele c’è sempre un confronto diretto con professionalità mediche che stanno seguendo la persona che si rivolge a me per completare il percorso riabilitativo.
Il mio ultimo progetto che sta prendendo forma è The BridgeFor Hope, progetto che nasce in collaborazione con il Patrick DempseyCenter for Cancer Hope & Healing che si trova a Auburn (ME).