Fin da piccola mi dicevano: hai proprio un brutto carattere!

Non è che adesso sia cambiata di molto la situazione.

Di sicuro  però è cambiata la mia modalità di ascoltare ciò che mi viene fatto notare.

Capita molto spesso che persone arrivino nel mio studio per intraprendere un percorso di Coaching e quando chiedo loro l’obiettivo la risposta è: “voglio cambiare il mio carattere, così non va bene, mi dicono tutti che…..”

Dai a chi non è capitato almeno una volta?Quindi cosa si deve fare, cambiare o cosa?

Vi svelo un segreto: quando ci dicono che abbiamo un brutto carattere il problema il più delle volte non è nostro ma di chi ci fa la piccola annotazione.

Poi, è anche vero che non tutte le osservazioni vengono fatte per nulla, a volte bisogna anche saper apprezzare i cosiddetti feedback, ma è molto importante selezionare quelli utili per noi.

Perché dovresti credere di avere un brutto carattere solo perché una persona te lo dice?

Perché non dovresti invece credere che tu hai una tua testa pensante che compie delle scelte in base agli obiettivi che ti sei posto?

Chi sono gli altri per dirci che siamo giusti o sbagliati?

Ma soprattutto tu che ruolo vuoi avere nella tua vita?

Ognuno di noi ha un’impronta caratteriale che lo contraddistingue. Questa impronta è l’insieme dei nostri valori, credenze, esperienze, emozioni, e atteggiamenti. Non può essere giusta o sbagliata in assoluto, può forse essere utile o non utile per noi e giusta e sbagliata per chi ha altri valori e credenze di riferimento.

Quando qualcuno ci fa notare che “abbiamo un brutto carattere” in realtà ci sta dicendo che ciò che abbiamo fatto o detto va in contrapposizione con la loro rappresentazione del mondo, ecco perché è un problema loro.

Noi eventualmente dobbiamo valutare come gestire in maniera utile il nostro stato d’animo in riferimento a ciò che ci viene detto.

Perché a volte ci si sente feriti più di quello che si dovrebbe?

Abbiamo spesso nella testa l’idea che bisogna piacere a tutti. L’idea di perfezione. Se non piacciamo alla maggior parte della gente allora non valgo oppure non sono visto.

Ecco cosa scatta a volte in alcuni di noi.

E allora si ha l’idea di cambiare il proprio carattere al fine di non sentirsi dire più quell’aggettivo: brutto.

Sapete cosa accade quando si cambia per “cercare” di accontentare gli altri?

Due cose molto importanti: la prima è il fatto che ogni giorno ci sarà sempre qualcosa che ci verrà fatto notare rispetto noi stesso; la seconda è che vivremo in uno stato di completa incoerenza con ciò che abbiamo dentro, fino a non capire più chi siamo e cosa vogliamo.

Quando è il nostro carattere a guidarci è difficile sbagliare, ci si sente bene con se stessi e centrati e soprattutto ci diamo la possibilità di crescere e maturare seguendo il nostro sentire.

Quando invece ci comportiamo in maniera non naturale e sotto influenza esterna, agiamo come se fosse un copione da rispettare depersonalizzando pensieri e azioni. Solitamente si prova quel senso di insoddisfazione profonda che non si riesce nemmeno a spiegare il più delle volte.

In questi casi la mia domanda preferita è: cosa è importante per te veramente?

Lo so, non è una domanda di facile risposta ma prima o poi bisogna pur farsela nella vita.

Quindi cosa fare quando pensiamo di avere un brutto carattere?

  • Sii spontaneo! Quando si agisce seguendo il proprio sentire non si avrà nemmeno la percezione di chi ci ha detto che abbiamo un brutto carattere;

  • Smettila di giudicare il tuo sentire e il tuo agire; quando sei in linea con il tuo essere sei anche in grado di assumerti le responsabilità dei tuoi pensieri e delle tue azioni;

  • Anche se emergono aspetti di noi che possono non piacerci, non prendiamoci sul serio più di tanto, ricordiamo che il nostro cervello anche se pigro è flessibile e non smetterà mai di stupirci!

Buon lavoro!

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