ansia

Avevo soli 22 anni quando ho sperimentato per la prima volta l’Ansia.

Il respiro ti viene a mancare, sembra che qualcuno ti stia stringendo lo stomaco con le mani e non riesci nemmeno a parlare.

I pensieri diventano sempre più veloci, le emozioni anche. La vocina interna inizia a dirti cose non proprio utili. Ed ecco che facilmente arrivi all’attacco di panico.

Vorresti chiedere aiuto, ma non lo fai. Ti dici da sola: “Tanto passa”.

Così la prima e la seconda volta, ma poi arrivi ad un punto in cui non riesci più a gestirla e allora chiedi aiuto anche se te ne vergogni.

Si te ne vergogni, perché la debolezza mentale è ancora vista come qualcosa di cui vergognarsi. Andare da uno psicologo è una cosa bruttissima che non si deve sapere in giro. Figuriamoci se per caso avessimo bisogno dello psichiatra.

Questo giudizio sociale porta di conseguenza le persone a non chiedere aiuto almeno fino al momento in cui non ce la fanno più. Ma ricordiamo che, quando arriviamo al punto di non farcela più, vuol dire che abbiamo oltrepassato ogni soglia per noi stessi.

Ormai anche i medici di base ti prescrivono gli ansiolitici, a volte sento delle persone che parlano di ansiolitici come di una tipologia di acqua che bevono.

Ma, avete mai pensato che provare Ansia possa essere una fortuna?

Si, non sto scherzando, dico sul serio.

Innanzi tutto diamo al termine Ansia il significato giusto in questo contesto.

Ansia come forma di pre-occupazione.

Molto spesso quello che facciamo e occuparci prima di alcuni eventi che non sappiamo nemmeno se accadranno o meno e soprattutto non sapremo come accadranno.

Provare Ansia ti mette a stretto contatto con le tue esigenze. È un campanello d’allarme che ti dice di stare attento a ciò che sente il tuo corpo.

Poi naturalmente c’è anche l’Ansia clinica, quella che troviamo descritta nei manuali di psicologia, che comunque ha come base una forma di preoccupazione costante che se non ascoltata può sfociare in qualcosa di più importante.

Perché dovrei ascoltare la mia Ansia?

Perché proprio lei mi sta dicendo cosa posso fare per stare bene. Se invece continuo a soffocarla diventerà sempre più invadente, fino a farti perdere il controllo.

È necessario sempre l’aiuto di uno psicologo?

Dipende a che livello sei arrivato.

Finché ti rendi conto di essere nello stadio della pre-occupazione puoi anche affidarti ad un Coach.

Se invece senti di avere sensazioni pesanti e costanti rivolgiti sempre a una persona abilitata: psicologo o psichiatra.

Quando mi sono resa conto che avevo bisogno di aiuto era ormai troppo tardi e mi sono rivolta a uno psichiatra. Ammetto che non è stato facile, anzi è stato un periodo molto brutto (avrò modo di raccontarvi), ma se ora sono qui a scrivere tutto ciò e sono in grado di aiutare tante persone è proprio grazie anche a quell’esperienza.

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