Una-giornata-da-dimenticare

I chirurgi vogliono controllare tutto e tutti. Con bisturi in mano. Ti senti inarrestabile. Nessun timore nessun dolore. Ti senti alta 3 metri e a prova di proiettile. E poi abbandoni la sala operatoria. E tutta quella perfezione, tutto quello straordinario controllo, vanno a farsi benedire. (2×3)

 A nessuno piace perdere il controllo ma a volte è una condizione naturale.

Ci sono dei luoghi in cui ti senti particolarmente protetto e sai perfettamente che lì non puoi perdere il controllo. Altri luoghi in cui sei più vulnerabile, e la perfezione che hai nel tuo mondo parallelo svanisce.

Perdere il controllo può volere dire essere vulnerabile, ma non è sempre così. A volte vuol essere semplicemente una richiesta di aiuto.

Si, ci sono quelle volte in cui l’unico modo per far capire agli altri che hai bisogno di aiuto è perdere il controllo. Nonostante questo non hai comunque la garanzia che le altre persone capiscano che tu stai cadendo e vorresti essere afferrata.

Allora cosa fare? Piangere, chiedere, chiudersi in stessi, lottare, sono tutte cose che si possono fare in speranza di riprendere il controllo della situazione.

Cristina si sente male, Ellis viene ricoverata, Addison è ancora presente. Meredith perde il controllo, ma non si fa afferrare. Almeno all’inizio.

Ognuno di noi ha delle giornate da dimenticare.

Sono quelle giornate in cui senti proprio che tutto ti sfugge di mano e non sai come riprendere il controllo di tutto. Subito ci stai male, fai di tutto, lotti, poi ad un certo punto smetti di lottare e aspetti che qualcuno ti afferri. Sei in caduta libera. Aspetti. Ecco ad un certo punto senti che qualcuno ti tende la mano e inizia a sentirti più sicura, più stabile. Prendere la mano che ci viene offerta non è sempre facile. Come non è sempre facile chiedere aiuto. Il più delle volte si sta li ad aspettare in attesa che qualcuno si accorga di noi. E anche quando si accorgono di noi non è detto che ti tendano la mano.

All’inizio Derek non porge la mano a Meredith, soprattutto dopo l’arrivo di Addison. George, Cristina, Izzie e Geroge invece si.

A volte ci aspettiamo che siano alcune persone specifiche a tenderci la mano e poi in realtà sono altre che lo fanno. Allora capisci che in qualsiasi momento c’è sempre qualcuno pronto ad afferrarti, basta solo lasciarsi guidare. La sensazione che hai quando qualcuno ti tende la mano e ti afferra è pazzesca. SI, pazzesca. In quel momento è come se ti lasciassi cadere definitivamente, tanto sai che qualcuno ti prende.

Allora inizi a capire che voler tenere sotto controllo tutto non ha senso. Tutto tende a scivolare tra le mani, non puoi afferrare tutto, se non in quel mondo personale in cui ti è permesso.

In sala operatoria Meredith ha il suo mondo dove può tenere tutto sotto controllo, ma fuori no.

Anche noi abbiamo un mondo dove riusciamo perfettamente a tenere tutto sotto controllo, ma questo mondo non può coincidere con la realtà. La realtà è fatta di eventi, di persone, di cose che accadono e che non puoi controllare. Questa si chiama vita.

Allora tu hai due scelte: puoi passare il resto della tua vita a lottare per controllare tutto, vivendo nell’ansia che qualcosa ti sfugga di mano, o quando serve lasciarti cadere e lasciare che qualcuno ti afferri.

In questi momenti la paura può essere tanta, ma è la paura del lasciarsi andare, del sentirsi finalmente liberi.

A nessuno piace perdere il controllo. Ma per un chirurgo non c’è niente di peggio. E’ un segno di debolezza. Che non sei all’altezza del compito. Eppure, a volte, il controllo ti sfugge. Il mondo smette di girare e ti rendi conto che un piccolo bisturi luccicante non può salvarti. Per quanto cerchi di restare in piedi, finisci inevitabilmente per cadere. E provi un’enorme paura. Se c’è un lato positivo in questa caduta libera, è che offri ai tuoi amici la possibilità di afferrarti. (2×3)

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